mercoledì 23 maggio 2012

IL MIO CHIODO FISSO

A casa, momento di sconforto. In una giornata abbastanza impegnativa, mi giunge la notizia che il mio boss ha appena perso la sua compagna. Ma no, era vedovo.. Ma si, mi si informa, aveva una compagna. Ed è morta pure questa??? Lui aveva una compagna?!? - Fulmineo come un lampo il pensiero che un bel po' di sfiga si abbatta su questo gigante buono, poverino. Ok, provvederò a tutto io. 
E, quindi, ricordo l'appuntamento saltato per portarlo in quel posto dalla carne buona per il quale aveva mostrato tanto entusiasmo. E' stato un attimo: crea messaggio, "come stai? spero bene. Stai tranquillo che oggi ho avuto tutto sotto controllo ed è andato tutto benissimo. sai, quel posto lì ha chiuso ma ne conosco un altro altrettanto buono, ti va bene lo stesso? a presto". Dopo meno di un minuto, ringtone e risposta disarmante: "mi sei mancata". Così, proprio così è cominciata. Il 15 febbraio l'ho portato all'osteria (o meglio lui, fisicamente, ci ha portato me). Il poverino non poteva sapere che a mezzanotte di quella sera scattava il momento del mio compleanno. La notiziona è stata svelata davanti ad un buon rum in un bel pub lì vicino. - Ci ho pensato e ripensato e non mi ricordo minimamente: come abbiamo fatto ad arrivare dall'osteria al pub? forse ci è occorso il teletrasporto.- All'uscita del pub, la neve, il ghiaccio, io stanca ed ubriaca (ebbra). Si ferma di botto, mi augura buon compleanno e mi bacia. Sulla bocca. Sulla bocca???? Ma è il boss!!! Fortunatamente l'alcool, la stanchezza, la paura di scivolare, la tristezza di un anno in più mi hanno bloccato i pensieri. Mi ha preso in braccio, come una principessa e mi ha portato senza sforzo alla macchina parcheggiata in piazza Kennedy (avevo un montone lungo come soprabito!! :-0). Ha aperto (con quale mano?) e mi ha adagiata sul sedile.
L'elemento più dolce.
Sotto casa il vero, morbido, vellutato, avvolgente bacio. 
E la storia ebbe inizio...

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