In qualche modo mi ritrovo sempre a pensare cosa avrei potuto fare, quando ancora potevo. Ho incasinato tutto ad un certo punto? Sto continuando ad incasinarmi? Ieri ho riflettuto molto sulla dipendenza: è un problema che affligge molte donne, credo. Un po' tutti vorremmo sentirci al sicuro, come dei piselli nel loro baccello. Arrivati ad un punto della vita desideriamo emozionarci ancora ma anche avere un porto sicuro dove approdare ogni giorno o quando ci va. Quando mi sono sposata pensavo fosse così e mi sono anestetizzata. Oggi mi sono svegliata con la chiara sensazione che non desidero complicazioni. Voglio emozionarmi ed esplorare, ma desidero ancora le mie abitudini, i miei spazi.
Questa notte, sentendo la pelle di qualcuno accanto a me, ho pensato a lui. Ho ricominciato con i paragoni. Ho fatto un salto indietro nel tempo e mi sono ricordata: anche con lui ho fatto paragoni durante questi anni.
Perché, perché desideriamo qualcosa o qualcuno quando sappiamo di non poterlo riavere più, perché sprechiamo il tempo che ci è concesso insieme nel terribile stato di estrema sicurezza?
Ma sono tutte stupidaggini. Devo seppellire qualcuno: e anche se, forse, sembrava tutto monotono e senza emozioni io ricordo che ogni singola mattina lo guardavo e dentro mi si rimescolava tutto. Ma dopo quel rimescolio mi deprimevo sconsolata ben sapendo che non mi avrebbe mai fatto emozionare altro che quell'immagine.
"G..o, ma come farò senza di te?" "Non farai mai senza"
Io pensavo fosse vero. E mi bastava.
venerdì 24 agosto 2012
lunedì 20 agosto 2012
La festa della Regina Margherita
Il giorno della vigilia di ferragosto sono stata in una delle torri saracene sparse nel Salento: la Torre Regina Margherita - provincia di Brindisi. Dai tempi del Mavù non ricordavo un ambiente simile. Era uno spazio sconfinato suddiviso in zone diverse: dj set anni '80, rap, pizzica, jam session. C'erano installazioni luminose, reperti semi-archeologici come un fantastico "carro da morto" degli anni '60..Insomma, sono stata benissimo. Questo post è importante per non dimenticare quella sera in cui un tizio di cui non ricordo il nome non mi ha mollato per almeno 5 ore di fila e, come minimo, dovrebbe essere premiato e annoverato ai posteri per l'incrollabile costanza. Un sosia di Bersani, il cantante, lo chiamerò Samuele, nei ricordi. Perché, no, non credo lo rivedrò mai più. Quella notte Anto e Massimo si sono dati all'amarcord più sfrenato nel tragitto Bari - Brindisi e ho dovuto constatare che un sacco di ricordi ci rimangono dentro da qualche parte nascosti, finché qualcuno non li fa riemergere con poche battute. E mi son sentita vecchia...e anche un po' stupida per averli dimenticati.
Al momento sono nella fase: cerco di dimenticare.
Galleggio, ma spero di cercare un natante che quella notte non ho proprio trovato: e auguriamoci che non sia una zattera!
Al momento sono nella fase: cerco di dimenticare.
Galleggio, ma spero di cercare un natante che quella notte non ho proprio trovato: e auguriamoci che non sia una zattera!
sabato 11 agosto 2012
CENT'ANNI DI INETTITUDINE
Qualche volta ti fermi a pensare che non hai combinato un accidente, si, anche se sei "ancora" giovane, come tutti si ostinano a ripetere. Oggi, ad un aperitivo con un vecchio amico che non rivedevo da quel maledetto giorno, mi sono sorpresa di come il mio "grande amore" sarà così definito soprattutto per il record di velocità. Avremmo dovuto essere lì a Londra con gli altri competitors. Avrebbe dovuto esserci anche mia madre giusto 36 anni fa. E' incredibile quanto il tempo - e l'inettitudine - viaggino in fretta. Le cose che ho guadagnato - e che sono ancora qui - hanno richiesto un tempo che a me pare infinito. La sola idea che la fatica non è ancora finita mi strema fin da ora.
Dunque, nella mia vita ho dovuto ricominciare parecchie volte. Sono almeno alla quinta - o la sesta? - e il numero di abitazioni e luoghi richiesti fa girare la testa.
Mi sono seduta, con le gambe incrociate a pensare. Io detesto fare i bilanci. Ho sempre e solo voglia di buttare tutto. Di nascondermi da qualche parte. Stavolta non posso farlo del tutto.
Oggi non riesco ad essere ironica, sono un po' triste, sono un po' presa dai miei pensieri.
Guardo le mie cosce e mi sembrano enormi, guardo il mio faccione e mi sembra insulso e brutto, guardo le mie mani e mi sembrano quelle di una vecchia.
Non ho combinato nulla, perché se a 36 anni sei punto e daccapo, quello significa...anche se tutti vogliono farti pensare il contrario.
Post da dimenticare..
Dunque, nella mia vita ho dovuto ricominciare parecchie volte. Sono almeno alla quinta - o la sesta? - e il numero di abitazioni e luoghi richiesti fa girare la testa.
Mi sono seduta, con le gambe incrociate a pensare. Io detesto fare i bilanci. Ho sempre e solo voglia di buttare tutto. Di nascondermi da qualche parte. Stavolta non posso farlo del tutto.
Oggi non riesco ad essere ironica, sono un po' triste, sono un po' presa dai miei pensieri.
Guardo le mie cosce e mi sembrano enormi, guardo il mio faccione e mi sembra insulso e brutto, guardo le mie mani e mi sembrano quelle di una vecchia.
Non ho combinato nulla, perché se a 36 anni sei punto e daccapo, quello significa...anche se tutti vogliono farti pensare il contrario.
Post da dimenticare..
giovedì 9 agosto 2012
La banda barzò...cca
Questa mattina ero stravaccata sul divano leggendo distrattamente un vecchio numero di "Glamour" e carezzando con altrettanta svogliatezza Nina quando è scoppiata la musica di una banda. La melodia, romantica, era quella sdolcinata della colonna sonora del Titanic.
Per un attimo ho pensato che mia madre avesse installato qualcosa di assurdo che svilupasse una musica pazzesca al, che ne so, scoccare di un'ora "x" di cui non si potesse sapere l'importanza, con lei non si sa mai.
Solo dopo i primi 3 minuti di perplessità ho realizzato che fosse una banda che suonava davanti alla finestra: ed è stato un lampo.
In pochi, rapidissimi secondi, ho sperato che fosse per me. Lucidamente ho sorriso pensando che per uno che mi facesse suonare una melodia tanto allucinante non potesse valere la pena molto di più dell'odio che provo per quell'altro.
E la banda, come seguendo i miei pensieri, ha attaccato con "'O Sarracino".
Ah la vita, che cosa meravigliosa..
Per un attimo ho pensato che mia madre avesse installato qualcosa di assurdo che svilupasse una musica pazzesca al, che ne so, scoccare di un'ora "x" di cui non si potesse sapere l'importanza, con lei non si sa mai.
Solo dopo i primi 3 minuti di perplessità ho realizzato che fosse una banda che suonava davanti alla finestra: ed è stato un lampo.
In pochi, rapidissimi secondi, ho sperato che fosse per me. Lucidamente ho sorriso pensando che per uno che mi facesse suonare una melodia tanto allucinante non potesse valere la pena molto di più dell'odio che provo per quell'altro.
E la banda, come seguendo i miei pensieri, ha attaccato con "'O Sarracino".
Ah la vita, che cosa meravigliosa..
lunedì 6 agosto 2012
La casetta in "Canadà"
Mi son svegliata oggi dopo un bel fine settimana. i monti, la strada da rally..Oggi inizia un'altra mirabolante avventura. Ma. Ho imparato a dovere la prima soluzione: problema piante. Dunque io ho un terrazzo grandioso con un sacco di belle piante ma essendo completamente esposto al sole bisogna innaffiarle spesso. Ma grazie a Pinocchio che ci tiene a lasciarmi con quante più corna possibili ma con la possibilità di non far morire le piante - ha un suo perché - mi ha comprato un robino che spruzza l'acqua a distanza. E' una cosa tipo questa:
Ieri ho radunato tutte le piante, son riuscita ad attaccare il robino alla parte dell'irrigatore col timer (che dio lo abbia sempre in gloria) e...Stamattina ero curiosa di vedere il risultato: son corsa subito fuori e ho visto tutte le piante assolutamente umidicce.Bingo! Adesso posso tornare a zonzo tranquilla. L'inizio di una lunga serie di zonzi..eh eh eh
sabato 4 agosto 2012
Una serata piena di magia
In questo ennesimo agosto di merda, dove mentre elaboro seriamente un lutto, cerco di ricucire con la mia famiglia a distanza, provo a combattere le mie insicurezze e a sbirciare il mio futuro, capito ad una serata davvero molto particolare. Non avevo tanta voglia di uscire: un classico di quando si sta male è di starsene rintanati in casa a autocommiserarsi un po'. La mia amica Elizabeth mi propone però una serata in una casa privata per un concerto. Di più non è dato sapere. Arriva l'ora dell'appuntamento e raggiungo Liz a casa sua in bicicletta e da lì ci spostiamo subito in questo posto. E' una casa antica, affrescata, con un cortile interno meraviglioso, una cornice pazzesca che non avevo neanche mai notato in quella via lì. Gente alternativa, donne radical chic, di tutto di più. Respiro internazionale.. Al primo piano, in una sala dal parquet tipico delle sale da danza classica, campeggiano due pianoforti e su un grande treppiedi antico una tela contemporanea molto bella. La tela si chiama Argentovivo, come la rassegna. Uno dei due pianoforti è quello dove suonerà il pianista, Massimiliano Valenti, palermitano ma anche ormai girovago. Io e Liz ci siamo sistemate in prima fila. Una cornice tanto bohemienne non l'avevo mai vista dai tempi napoletani. La serata si è conclusa tardi, chiacchierando dopo il concerto con il pianista, sorseggiando vino in quello splendido cortile.
Lontani i tempi di "A piedi nudi nel parco".
Lontani i tempi di "A piedi nudi nel parco".
mercoledì 1 agosto 2012
Che fine ha fatto Woody Allen?
Era il 2001, io e Antonella decidemmo di andare al cinema una di quelle volte (tante) che quell'anno tornavo a Bari divertendomi un sacco. Nutrivamo medie aspettative per questo film insolito ma già dalle prime battute ci sembrò in assoluto il film più brillante realizzato dal nostro amico Woody. Eravamo ancora nel filone newyorkese, nella sceneggiatura incalzante, salace, potente che solo quel mito di regista riesce a creare. Io e Anto siamo morte dalle risate per le splendide battute del film e, rapite anche noi dalle paroline magiche "Costantinopoli" e "Madagascar", alla fine del film ci siamo guardate e abbiamo convenuto di rimanere a vederlo ancora per memorizzare le battute più esilaranti, credo sia stata la prima volta in assoluto che sia rimasta 4 ORE inchiodata in un cinema. In seguito questo piccolo capolavoro, almeno per me e Anto, l'ho rivisto altre volte,poche essendo che la tv di certo non manda certe perle se non di notte o anche mai!!
Arriviamo quindi a ieri sera. Piena di speranze, dopo una giornata faticosa, arrivo al mio appuntamento serale alla Rocca per vedere "To Rome with love".
| La maledizione dello scorpione di giada |
| To Rome with love |
Ordunque, fino al periodo di "Match Point" ho sempre considerato Woody un genio (ho quasi tutta la sua filmografia a casa) e sono rimasta solo un po' perplessa in seguito a "Vicky Cristina Barcelona". In sostanza, un confronto assurdo con le icone del passato -D. Keaton, Mia Farrow, E. Hunt- e quelle odierne: Scarlett Johansson, Penelope Cruz...
Ma ritorno al film di ieri. Tralasciando i commenti delle signore dietro di me, che pareva stessero guardando l'ultimo dei Vanzina...aborro, vado a recensirlo. L'inizio del film col vigile che parla fuori dal contesto assomiglia di brutto a "Pretty Woman" - che è si, uno dei miei film preferiti, ma..oddio è WOODY ALLEN il regista mica un piacione da botteghino!! Passiamo quindi a tutta una serie di imprecisioni su Roma - un tipo dà un'indicazione ad una turista trovandosi a Trinità de' Monti dicendo che di fronte c'è piazza Venezia(sic!)- comparse improbabili da fratelli Vanzina, che a 'sto punto li ho abbondantemente massacrati, miscelati a mostri come Alec Baldwin. Ahimé, io credo che quest'ultimo non lavorerà mai più dopo questo film per la figura patetica e barbina che gli è stata tributata. Sceneggiatura: non pervenuta. A tutto si aggiunge l'esibizione assolutamente SMODATA di ogni tipo di brand del made in Italy, ripeto, stile cinepanettone...ma di quelli BRUTTI BRUTTI!! - segnalo in particolare una confezione di salume Beretta che spunta da una busta della spesa che non si vede, no no, che non è messa lì a caso..
Ho sofferto per Alec, per il caro Antonio Albanese, per un Benigni a dir poco orrido...
Durante tutto il film ho dovuto lottare contro la forza bruta che mi spingeva a fuggire, a non considerare fino alla fine questo film, a rimuovere chirurgicamente dal mio cervello un affronto simile. Ho resistito, stoicamente. Non ho atteso infine neanche il primo dei titoli di coda: me la son data a gambe.
Io questo film l'avrei intitolato così: "Che fine ha fatto Woody Allen?"
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