mercoledì 1 agosto 2012

Che fine ha fatto Woody Allen?

Era il 2001, io e Antonella decidemmo di andare al cinema una di quelle volte (tante) che quell'anno tornavo a Bari divertendomi un sacco. Nutrivamo medie aspettative per questo film insolito ma già dalle prime battute ci sembrò in assoluto il film più brillante realizzato dal nostro amico Woody. Eravamo ancora nel filone newyorkese, nella sceneggiatura incalzante, salace, potente che solo quel mito di regista riesce a creare. Io e Anto siamo morte dalle risate per le splendide battute del film e, rapite anche noi dalle paroline magiche "Costantinopoli" e "Madagascar", alla fine del film ci siamo guardate e abbiamo convenuto di rimanere a vederlo ancora per memorizzare le battute più esilaranti, credo sia stata la prima volta in assoluto che sia rimasta 4 ORE inchiodata in un cinema. In seguito questo piccolo capolavoro, almeno per me e Anto,  l'ho rivisto altre volte,poche essendo che la tv di certo non manda certe perle se non di notte o anche mai!!
La maledizione dello scorpione di giada
Arriviamo quindi a ieri sera. Piena di speranze, dopo una giornata faticosa, arrivo al mio appuntamento serale alla Rocca per vedere "To Rome with love".
To Rome with love
 Ordunque, fino al periodo di "Match Point" ho sempre considerato Woody un genio (ho quasi tutta la sua filmografia a casa) e sono rimasta solo un po' perplessa in seguito a "Vicky Cristina Barcelona". In sostanza, un confronto assurdo con le icone del passato -D. Keaton,   Mia Farrow, E. Hunt- e quelle odierne: Scarlett Johansson, Penelope Cruz...
Ma ritorno al film di ieri. Tralasciando i commenti delle signore dietro di me, che pareva stessero guardando l'ultimo dei Vanzina...aborro, vado a recensirlo. L'inizio del film col vigile che parla fuori dal contesto assomiglia di brutto a "Pretty Woman" - che è si, uno dei miei film preferiti, ma..oddio è WOODY ALLEN il regista mica un piacione da botteghino!! Passiamo quindi a tutta una serie di imprecisioni su Roma - un tipo dà un'indicazione ad una turista trovandosi a Trinità de' Monti dicendo che di fronte c'è piazza Venezia(sic!)- comparse improbabili da fratelli Vanzina, che a 'sto punto li ho abbondantemente massacrati,  miscelati  a mostri come Alec Baldwin. Ahimé, io credo che quest'ultimo non lavorerà mai più dopo questo film per la figura patetica e barbina che gli è stata tributata. Sceneggiatura: non pervenuta. A tutto si aggiunge l'esibizione assolutamente SMODATA di ogni tipo di brand del made in Italy, ripeto, stile cinepanettone...ma di quelli BRUTTI BRUTTI!! - segnalo in particolare una confezione di salume Beretta che spunta da una busta della spesa che non si vede, no no, che non è messa lì a caso..
Ho sofferto per Alec, per il caro Antonio Albanese, per un Benigni a dir poco orrido...
Durante tutto il film ho dovuto lottare contro la forza bruta che mi spingeva a fuggire, a non considerare fino alla fine questo film, a rimuovere chirurgicamente dal mio cervello un affronto simile. Ho resistito, stoicamente. Non ho atteso infine neanche il primo dei titoli di coda: me la son data a gambe.
Io questo film l'avrei intitolato così: "Che fine ha fatto Woody Allen?"

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