In qualche modo mi ritrovo sempre a pensare cosa avrei potuto fare, quando ancora potevo. Ho incasinato tutto ad un certo punto? Sto continuando ad incasinarmi? Ieri ho riflettuto molto sulla dipendenza: è un problema che affligge molte donne, credo. Un po' tutti vorremmo sentirci al sicuro, come dei piselli nel loro baccello. Arrivati ad un punto della vita desideriamo emozionarci ancora ma anche avere un porto sicuro dove approdare ogni giorno o quando ci va. Quando mi sono sposata pensavo fosse così e mi sono anestetizzata. Oggi mi sono svegliata con la chiara sensazione che non desidero complicazioni. Voglio emozionarmi ed esplorare, ma desidero ancora le mie abitudini, i miei spazi.
Questa notte, sentendo la pelle di qualcuno accanto a me, ho pensato a lui. Ho ricominciato con i paragoni. Ho fatto un salto indietro nel tempo e mi sono ricordata: anche con lui ho fatto paragoni durante questi anni.
Perché, perché desideriamo qualcosa o qualcuno quando sappiamo di non poterlo riavere più, perché sprechiamo il tempo che ci è concesso insieme nel terribile stato di estrema sicurezza?
Ma sono tutte stupidaggini. Devo seppellire qualcuno: e anche se, forse, sembrava tutto monotono e senza emozioni io ricordo che ogni singola mattina lo guardavo e dentro mi si rimescolava tutto. Ma dopo quel rimescolio mi deprimevo sconsolata ben sapendo che non mi avrebbe mai fatto emozionare altro che quell'immagine.
"G..o, ma come farò senza di te?" "Non farai mai senza"
Io pensavo fosse vero. E mi bastava.
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